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Mercoledì 27 Aprile 2011 15:09

Errori medici, strutture pubbliche nel mirino

Scritto da  Giampiero Fiorelli
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errori mediciUna sanità diversa di regione in regione, con una sempre minore attenzione alla umanizzazione delle cure e un aumento dei costi a carico dei cittadini. E' questo il quadro, poco confortante, che emerge dal rapporto Pit Salute 2008 "I cittadini al primo posto. Per una sanità più umana ed accessibile", la fotografia del rapporto tra cittadini e servizio sanitario realizzato da Cittadinanzattiva. L'indagine, che si basa su un campione di oltre 25mila segnalazioni provenienti da tutto lo Stivale, ha evidenziato che nella stragrande maggioranza dei casi il problema maggiormente percepito dai cittadini è quello della malpractice, ossia degli errori nella pratica medica, con un peso complessivo del 18 per cento su tutte le segnalazioni relative alla sanità. Gli errori medici, che secondo il rapporto si verificherebbero principalmente nel corso degli interventi chirurgici (53 per cento) e in fase di diagnosi (26 per cento), sarebbero più frequenti all'interno delle strutture pubbliche o accreditate (88 per cento). Tra le aree specialistiche maggiormente interessate da presunti errori medici vi sarebbero poi: l'ortopedia (17,5 per cento), l'oncologia (13,9 per cento), la ginecologia e ostetricia (7,7 per cento), la chirurgia generale ed oculistica (5,4 per cento), l'odontoiatria (5,2 per cento), l'emergenza e pronto soccorso ( 2,8 per cento). Questo sul piano generale, quanto all'identikit delle “vittime” da malpractice sempre l'indagine evidenzia che la percentuale maggiore di segnalazioni di danni da errori medici riguarda le donne (57 per cento). Per quanto concerne l' età dei soggetti interessati, invece, la fascia maggiormente colpita è quella che va dai 36 ai 56 anni (26per cento). Oltre la metà delle segnalazioni, ben il 58 per cento, si concentra nella fascia di età lavorativa dei cittadini: 19-65 anni. Ma il maggior numero di decessi riguarda la fascia che va dai 77 agli 87 anni.

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