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Giampiero Fiorelli

Giampiero Fiorelli

scuola infanziaCi sono luoghi dove i bambini possono crescere in allegria. Luoghi come la scuola infanzia Bimbolandia.

La scuola infanzia di via della Concordia (Vasto), oltre ad avere molti spazi adeguati per ogni esigenza dei bambini (aula didattica, ricreativa e relax), offre diversi servizi come la mensa, il dopo scuola e lo scuola bus. La mensa della scuola infanzia Bimbolandia consente ai bambini di cimentarsi nella preparazione di succulenti primi piatti e dolci golosi. Ciascun mese, infatti, all'interno della scuola infanzia vengono scelti dei giorni dove i bambini lavorano la pasta o preparano un dolce che poi mangiano tutti insieme come se si trovassero a una festicciola. Inoltre, grazie al dopo scuola, i bambini della scuola infanzia Bimbolandia possono dedicarsi a diverse attività tarate in base alle esigenze delle famiglie e alla loro età: lezioni di inglese e informatica, giochi ricreativi e approfondimenti didattici sull'educazione stradale. Ma l'aspetto più importante che conferisce alla scuola infanzia Bimbolandia un valore aggiunto è quello legato al team delle educatrici. Tutte le educatrici della scuola infanzia, infatti, sono state selezionate con grande cura. I loro requisiti base sono una elevata professionalità e una grande capacita di comunicare con semplicità e dolcezza. Tutte le educatrici della scuola infanzia Bimbolandia sono in possesso di un titolo di studio specifico, conseguito con una valutazione alta, ed hanno superato un selettivo periodo di tirocinio presso l'asilo nido stesso.

Per ulteriori informazioni sulla scuola infanzia Bimbolandia visitare il sito internet: http://www.scuolainfanziavasto.it

Mercoledì 27 Aprile 2011 15:12

Gli errori medici e la sanità in Umbria

errori mediciGli errori medici e le liste d'attesa sono il tallone d'achille della sanità umbra. A dimostrarlo sono i dati riportati nella XII edizione del rapporto Pit-Salute. Nel rapporto, che ad oggi rappresenta una delle fonti più autorevoli per quanto riguarda la ricerca in ambito sanitario, si evince che tra le problematiche maggiormente sentite dai cittadini umbri ci sono: i tempi lunghi per le prestazioni sanitarie, gli errori medici (o più opportunamente la malpractice) e i tagli ai servizi che fanno riferimento alla carenza di personale, posti letto e la difficoltà di accedere ai farmaci. Più nel dettaglio, per quanto riguarda gli errori medici il rapporto Pit-Salute evidenzia che tale disagio è percepito da circa il 14,70 per cento dei pazienti che si rivolgono ai legali per un consulto.

Per un consulto legale: www.dannomedico.org

errore medicoIn Italia sono ancora pochi gli studi e le sperimentazioni che possono chiarire con esattezza quali siano le reali conseguenze dell’errore medico e sanitario in genere. I dati disponibili si riferiscono a stime elaborate da diverse istituzioni e organizzazioni che a vario titolo si sono occupate della tematica del rischio in sanità. Secondo uno studio riportato dall'Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom- “Rischio sanità giugno 2001), nel nostro Paese su 8 milioni di persone ricoverate ogni anno, circa il 4 per cento (320 mila) subiscono danni o conseguenze (malattie) dovute a errore medico nelle cure o a disservizi che potrebbero essere evitati. Più precisamente, secondo alcuni report forniti dall' Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – AAROI e  Assinform, editore di Rischio Sanità, tra le 14 mila e 50 mila persone ogni anno muoiono per errore medico o per errori causati da una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie. Una stima realistica, secondo l'Aiosm sempre, si porrebbe tra i 30 e i 35 mila decessi, corrispondenti al 5,5 per cento di tutti i morti registrati in Italia in un anno (nel 2003 poco più di 586mila secondo le stime dell'Istat). Sempre secondo i dati riportati dall'Aiosm in base allo studio “Toscana medica” del 2002, i reparti dove si verificherebbero la maggior parte degli errori (errore medico o di struttura sanitaria) sarebbero: la sala operatoria (32 per cento dei casi), reparto di degenza (28 per cento), dipartimento d’urgenza (22 per cento), l'ambulatorio (18 per cento) e altro (0-2 per cento). Le aree della medicina dove l'errore medico è maggiormente segnalato sono invece: Ortopedia e traumatologia (16,5 per cento), Oncologia (13 per cento), Ostetricia e ginecologia (10,8 per cento) e Chirurgia generale (10,6 per cento).

Per approfondimenti sulle azioni legali che possono essere intentate in caso di errore medico visitare il sito: www.dannomedico.org

Mercoledì 27 Aprile 2011 15:09

Errori medici, strutture pubbliche nel mirino

errori mediciUna sanità diversa di regione in regione, con una sempre minore attenzione alla umanizzazione delle cure e un aumento dei costi a carico dei cittadini. E' questo il quadro, poco confortante, che emerge dal rapporto Pit Salute 2008 "I cittadini al primo posto. Per una sanità più umana ed accessibile", la fotografia del rapporto tra cittadini e servizio sanitario realizzato da Cittadinanzattiva. L'indagine, che si basa su un campione di oltre 25mila segnalazioni provenienti da tutto lo Stivale, ha evidenziato che nella stragrande maggioranza dei casi il problema maggiormente percepito dai cittadini è quello della malpractice, ossia degli errori nella pratica medica, con un peso complessivo del 18 per cento su tutte le segnalazioni relative alla sanità. Gli errori medici, che secondo il rapporto si verificherebbero principalmente nel corso degli interventi chirurgici (53 per cento) e in fase di diagnosi (26 per cento), sarebbero più frequenti all'interno delle strutture pubbliche o accreditate (88 per cento). Tra le aree specialistiche maggiormente interessate da presunti errori medici vi sarebbero poi: l'ortopedia (17,5 per cento), l'oncologia (13,9 per cento), la ginecologia e ostetricia (7,7 per cento), la chirurgia generale ed oculistica (5,4 per cento), l'odontoiatria (5,2 per cento), l'emergenza e pronto soccorso ( 2,8 per cento). Questo sul piano generale, quanto all'identikit delle “vittime” da malpractice sempre l'indagine evidenzia che la percentuale maggiore di segnalazioni di danni da errori medici riguarda le donne (57 per cento). Per quanto concerne l' età dei soggetti interessati, invece, la fascia maggiormente colpita è quella che va dai 36 ai 56 anni (26per cento). Oltre la metà delle segnalazioni, ben il 58 per cento, si concentra nella fascia di età lavorativa dei cittadini: 19-65 anni. Ma il maggior numero di decessi riguarda la fascia che va dai 77 agli 87 anni.

Per una consulenza legale sul tema visitare il sito internet: www.dannomedico.org

Mercoledì 27 Aprile 2011 15:04

La liquidazione del danno biologico

danno biologicoIl danno biologico si configura tutte le volte in cui è riscontrabile una lesione dell'integrità psicofisica medicalmente accertabile, secondo la definizione introdotta originariamente dall'articolo 5, 3 comma della L. 57/01 e adottata dalla Corte Costituzionale con sentenza numero 233 del 2003. Il 12 maggio del 2006 , la Cassazione Civile con sentenza numero 11039 si pronunciava asserendo che: "Il danno biologico consiste nelle ripercussioni negative, di carattere non patrimoniale e diverse dalla mera sofferenza psichica, della lesione psicofisica. ........ In particolare, la liquidazione del danno biologico può essere effettuata dal giudice, con ricorso al metodo equitativo, anche attraverso l'applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, quali le cosiddette "tabelle" (elaborate da alcun uffici giudiziari), ancorché non rientrino nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né risultano recepite in norme di diritto, come tali appartenenti alla scienza ufficiale del giudice”.

Nel concreto, il danno biologico viene liquidato con riferimento a due voci: l'invalidità temporanea, che consiste nel numero di giorni necessari per la guarigione e per il ritorno alla normale attività e la invalidità permanente che viene, ormai, liquidata con riferimento al danno biologico uguale per ogni cittadino, da determinarsi con riferimento a requisiti consistenti nella età della danneggiata e nel grado di invalidità permanente. La confluenza in un ipotetico diagramma dei detti requisiti determina l'importo dovuto.

Per una consulenza tecnica o per ottenere ulteriori informazioni sulla liquidazione per danno biologico visitare il sito internet: www.dannomedico.org

medico legalePotrebbe sembrare un controsenso eppure, nonostante vi sia un generale clima di sfiducia che da tempo si manifesta sotto forma di protesta mediatica nei riguardi delle strutture sanitarie, i cittadini italiani non sarebbero molto avvezzi a richiedere un consulto del medico legale in caso di presunto errore medico. Secondo recenti indagini condotte da diversi istituti di ricerca del Paese pare infatti che solo 28 cittadini su 100 richiedano specifica consulenza medico legale in vista di una eventuale azione legale per danno medico. Più nel dettaglio, si evidenzierebbe che la maggioranza degli italiani (72 per cento) al consulto del medico legale preferirebbe di gran lunga la segnalazione dell'accaduto ai mezzi di informazione o la richiesta di tutela mediante modalità che esulino dalle sedi giudiziarie. E ancora, volendo sviscerare altri aspetti esaminati dalle indagini statistiche, allo stato attuale delle cose risulterebbe che l’iter della consulenza medico legale sortirebbe un parere favorevole all’esperibilità di un'eventuale azione legale solo nel 31 per cento dei casi. Mentre nel  44 per cento delle volte il consulto del medico legale non porterebbe a rilevare elementi di responsabilità professionale tali da supportare procedimenti legali. Sul piano delle azioni legali intentate dai pazienti per danno biologico e altro, invece, il consulto del medico legale consentirebbe l'accertamento degli errori medici principalmente negli ambiti delle diagnosi errate (29 per cento dei casi) ed errata esecuzione di interventi chirurgici (20 per cento dei casi). Tra le tipologie di errore accertato è significativamente rilevante il dato relativo alle infezioni nosocomiali accertate (14 per cento).

Per ulteriori approfondimenti sul tema consultare il sito internet: www.dannomedico.org

MaicoAvere la possibilità di ascoltare facilita i rapporti di lavoro e le relazioni con gli altri. È per questo che Maico, azienda esperta nella realizzazione degli apparecchi acustici, da anni lavora per migliorare le proprie tecnologie su misura per tutti. In base alle loro caratteristiche tecniche, gli apparecchi acustici Maico si suddividono in apparecchi convenzionali, adattivi, a programmazione digitale e digitali. La prima tipologia di apparecchi acustici che gli esperti Maico hanno a disposizione sono quelli analogici. Si tratta di una gamma completa di apparecchi acustici convenzionali, che vanno dal piccolissimo CIC (da applicare completamente all'interno del condotto uditivo) al retroauricolare. Questi prodotti, grazie alla moderna tecnologia analogica sviluppata da Maico in più di sessant'anni di esperienza, forniscono un'eccellente qualità del suono e sono disponibili a condizioni economiche veramente vantaggiose. Vi sono poi gli apparecchi acustici a programmazione digitale. Questi prodotti, grazie alla loro programmazione digitale computerizzata, sono molto versatili e adattabili su misura ad ogni singola esigenza di perdita uditiva. Migliorano la qualità di ascolto sia in ambienti rumorosi che in ambienti quieti, facilitando contemporaneamente le conversazioni (anche telefoniche), l'ascolto della radio, della televisione e poi sono talmente piccoli da divenire preticamente invisibili. Inoltre Maico presenta anche una gamma di apparecchi acustici digitali i suoni in ingresso vengono elaborati in relazione all'ambiente e le regolazioni sono effettuate automaticamente dall'apparecchio stesso. Il microcircuito digitale di questi apparecchi acustici consente di erogare un suono pulito, chiaro, di "Qualità CD". Gli apparecchi acustici digitali permettono una migliore comprensione dei suoni e delle parole ed una più efficace comunicazione. Grazie alle loro caratteristiche non necessitano di nessuna regolazione manuale, sono molto versatili e adattabili su misura ad ogni singola esigenza di perdita uditiva.

Mercoledì 27 Aprile 2011 14:59

Alfio: tradizione e cortesia

Ristorante TerniIl ristorante terni Alfio offre un'ambia gamma di cibi tradizionali e sempre buoni da mangiare.

I piatti proposti sono semplici e la qualità ottima...

Buono tutto veramente, dagli antipasti, ai primi, ai secondi che sia carne o formaggi grigliati, ai contorni, patate arrosto, sotto al fuoco, verdure grigliate....ai piatti a base di tartufo,cioè,ma la frittata morbida al tartufo cos'è?!?!?!?! E le paste fatte in casa sempre al tartufo?!?!?!

Vogliamo parlare dei dolci rigorosamente fatti in casa? La mattonella.... la pannacotta.... il tortino al cioccolato.....

Vabbè i prezzi sono nella norma per la qualità del cibo...

malasanitàPurtroppo le recenti analisi e stime hanno dimostrato che le vittime malasanità crescono di anno in anno. Si tratta di pazienti che riportano menomazioni o addirittura decedono a causa di cure e terapie non efficaci o sbagliate.

Spesso queste persone non sono a conoscenza dei loro diritti ad avere risarcimenti, anche agli eredi. In effetti, negli ultimi anni, la giurisprudenza ha cambiato il proprio orientamento, passando a riconoscere la responsabilità del medico e/o della struttura sanitaria-ospedaliera in tutti quei casi in cui la terapia sia stata inadeguata o, magari, scelta per un fine diverso dalla guarigione, come sperimentare un farmaco o un nuovo metodo curativo o quando il medico abbia omesso le cure appropriate o commesso un errore terapeutico.

Mercoledì 27 Aprile 2011 14:56

Tutela malato come diritto costituzionale

malasanitàLa Costituzione Italiana sancisce la tutela malato come diritto costituzionale e inalienabile della persona umana.

Il malato è al centro dell’organizzazione sanitaria, quindi deve essere in ogni modo agevolato nella fruizione dei servizi garantendogli in primo luogo informazioni semplici e complete sui propri diritti e doveri.

Tali diritti e doveri sono espressamente riportati nella Carta dei Diritti del Malato e la struttura sanitaria, deve rispettari tali diritti, ed operare al meglio delle proprie possibilità per lo svolgimento dell’attività assistenziale e terapeutica.

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