Lunedì 27 Aprile 2009 16:57
7 miliardi e 107 milioni di euro di fatturato: questa è solo una delle cifre allarmanti del mercato del falso in Italia, evidenziata lo scorso 22 aprile, in occasione della presentazione, a Roma, presso la Sala Capitolare del Senato, dei risultati di una ricerca promossa da Ares Spa e realizzata con il Censis, sul fenomeno della contraffazione nel mondo e le ricadute sul mercato italiano.
Un vero e proprio morbo in espansione, quello della contraffazione, che, stando ai numeri dell'indagine, ha un impatto fortemente negativo su tutti i comparti dell'economia, sull'occupazione, sulla fiducia dei consumatori, sul fatturato delle imprese e sul regime fiscale. Stando ai numeri dell'indagine sarebbero, infatti, circa 130 mila le unità di lavoro impegnate nel mercato del falso e più di 5 miliardi di euro le perdite subite dal bilancio statale in termini di mancate entrate fiscali. Inoltre quando i settori colpiti sono quelli alimentari, farmaceutici o dei giocattoli, ne risentono fortemente anche la sicurezza e la salute pubblica.
"L'Italia", si legge nella ricerca "è uno dei Paesi che ha più da perdere in competitività per lo sviluppo del mercato del falso:
- perché ha una struttura produttiva composta per la grande maggioranza da imprese piccole e medio-piccole, che hanno difficoltà ad attrezzarsi adeguatamente per contrastare il fenomeno;
- perché ha una significativa quota parte di produzione e di esportazione di prodotti made in Italy e beni di lusso, che sono quelli maggiormente esposti alla concorrenza sleale dei prodotti contraffatti.".
Quali sono i settori più colpiti?
- abbigliamento e accessori (36,7%)
- Cd, Dvd audio e video e software (23,2%)
- prodotti alimentari, bevande, alcolici (16,2%).
Cosa si può e cosa si sta facendo per contrastarlo?
"- un primo intervento, di carattere normativo, è attualmente in discussione e prevede un innalzamento delle pene per chi produce e commercializza merce contraffatta e l'utilizzo di tecniche investigative più sofisticate;
- occorre inoltre promuovere al massimo la cooperazione tra i diversi organismi, pubblici e privati, creando tavoli e gruppi di lavoro a livello internazionale e locale (e in questo senso va salutata con favore la creazione della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione in seno al Ministero dello Sviluppo Economico e la prevista istituzione, presso lo stesso Ministero, di un Consiglio Nazionale Anticontraffazione);
- occorre poi informare e sensibilizzare al massimo la popolazione, soprattutto i giovani, promuovendo campagne di sensibilizzazione che comunichino quali sono i danni economici e sociali della contraffazione, e quali i rischi cui si va incontro acquistando merci contraffate;
- infine, è necessario utilizzare al meglio le nuove tecnologie, promuovendo su larga scala sistemi automatizzati di tracciatura che consentano di seguire il percorso dei singoli prodotti dalla fase di produzione alla commercializzazione finale."
"L'Italia", si legge nella ricerca "è uno dei Paesi che ha più da perdere in competitività per lo sviluppo del mercato del falso:
- perché ha una struttura produttiva composta per la grande maggioranza da imprese piccole e medio-piccole, che hanno difficoltà ad attrezzarsi adeguatamente per contrastare il fenomeno;
- perché ha una significativa quota parte di produzione e di esportazione di prodotti made in Italy e beni di lusso, che sono quelli maggiormente esposti alla concorrenza sleale dei prodotti contraffatti.".
Quali sono i settori più colpiti?
- abbigliamento e accessori (36,7%)
- Cd, Dvd audio e video e software (23,2%)
- prodotti alimentari, bevande, alcolici (16,2%).
Cosa si può e cosa si sta facendo per contrastarlo?
"- un primo intervento, di carattere normativo, è attualmente in discussione e prevede un innalzamento delle pene per chi produce e commercializza merce contraffatta e l'utilizzo di tecniche investigative più sofisticate;
- occorre inoltre promuovere al massimo la cooperazione tra i diversi organismi, pubblici e privati, creando tavoli e gruppi di lavoro a livello internazionale e locale (e in questo senso va salutata con favore la creazione della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione in seno al Ministero dello Sviluppo Economico e la prevista istituzione, presso lo stesso Ministero, di un Consiglio Nazionale Anticontraffazione);
- occorre poi informare e sensibilizzare al massimo la popolazione, soprattutto i giovani, promuovendo campagne di sensibilizzazione che comunichino quali sono i danni economici e sociali della contraffazione, e quali i rischi cui si va incontro acquistando merci contraffate;
- infine, è necessario utilizzare al meglio le nuove tecnologie, promuovendo su larga scala sistemi automatizzati di tracciatura che consentano di seguire il percorso dei singoli prodotti dalla fase di produzione alla commercializzazione finale."
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